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viaggio all'interno di una libreria... ...la mia!

"I delitti del condominio"

lunedì 20 luglio 2009

Avevo preso questo libro in biblioteca per il mio compagno, anche se mi ha detto che si è stufato di questo genere (in effetti gli propino sempre Lucarelli, Picozzi o quelli dei RIS...e questa estate si è buttato sui romanzi). Quindi alla fine lui non l'ha letto e l'ho fatto io.

Dopo la scorsa infelice esperienza con Cairo Editore, e soprattutto tenendo conto della poca simpatia che nutro per Brachino, uno dei coautori, le premesse non erano delle migliori
E sono state rispettate a pieno!

Il libro, come si capisce facilmente dal titolo, tratta di delitti avvenuti in ambito condominiale...ovviamente si parla di Erba, di Meredith, del delitto di Via Poma, ma anche di altri casi di cronaca degli ultimi anni che son finiti nel dimenticatoio.
E fin qui, tutto come previsto.

Ma mano a mano che proseguivo nella lettura montava in me un senso crescente di fastidio, ma sono voluta arrivare fino alla fine per capire dove volevano andare a parare gli autori.
Forse mi sono abituata troppo bene, ma Lucarelli, quando descrive un delitto, non è morboso, non indugia sui particolari scabrosi, non sguazza nel sangue. Cerca di essere asciutto, espone i fatti, elabora tesi, ma in modo professionale.
Qui no.
C'è la ricerca del torbido (un esempio lampante è come sono state affrontate le storie di Meredith e di Via Poma), c'è una ricerca del movente sessuale, del particolare piccante che francamente non serve, è un di più.
Oppure il descrivere la foto che Brachino ha ricevuto, che ritrae il bambino di Erba con la gola tagliata ("un occhio è semiaperto...la bocca è semiaperta...sul collo una macchia scura, la ferita mortale" e via di seguito). Ma aggiungono qualcosa? aiutano a comprendere la storia? oppure è solo un voler stupire?

Brachino è irritante, continua ad incensarsi come se fosse Enzo Biagi e non uno che ha diretto Studio Aperto e condotto trasmissioni su Rete 4 (ed è tutto dire) (per dare l'idea "...testata che dirigo, Videonews...essendo giornalista nella trincea dei tg da quasi venti anni" et similia).
Inoltre pubblicano pure, integralmente, le e-mail con le quali si sono messe in contatto con i familiari delle vittime per convincerli a parlare della loro storia. Apparentemente per "far sì che la gente non dimentichi le vittime" (testuali parole), in concreto perché loro, i giornalisti soprattutto di certe testate, ci marciano su queste cose. Cosa sarebbe Studio Aperto senza gialli dell'estate, maniaci, tette e culi (scusate il linguaggio, ma quando ci vuole, ci vuole...)?!

La donna, che risulta essere una coautrice della trasmissione di Brachino sui delitti, mi stupisce ancora di più, visto che parlando di Via Poma, oltre a ripetere in modo stucchevole le stesse cose (come per allungare il brodo...) si lancia in ipotesi sulle dinamiche e moventi del delitto facendo voli di fantasia privi di fondamento, ipotizzando una presunta relazione con un uomo sposato e conseguente gravidanza che mina la vita dell'uomo ed altre idiozie del genere.
Sarebbe come andare a chiedere all'uomo della strada chi è stato ad uccidere a Garlasco e sentire come giunge a queste motivazioni. Un pour parler che risulta fastidioso proprio perché questo è un'opera di giornalisti, si presume, seri.

Diciamo sullo stile di "Cronaca Vera", per intenderci. In fondo Cairo Editore non è che si distingua poi, a livello di periodici, per la qualità delle proposte...

Il tutto in uno stile sciatto, con brevi frasi, ripetizioni su ripetizioni, pagine e pagine di stralci di verbali (un mero copia e incolla, di fatto).

Euro 12,00

Da leggere solo se volete avere conferma o smentire la mia opinione a riguardo.

L'unica parte che si salva? La prefazione di Picozzi...peccato siano solo due pagine...

Pubblicato da amzterdam a 07:42 0 commenti  

Etichette: dossier

"Ci sono degli ebrei nella mia casa"

martedì 14 luglio 2009

"Ci sono degli ebrei nella mia casa" è una raccolta di racconti della scrittrice russa Lara Vapnyar. Prende il titolo dal primo racconto in essa contenuto, alla cui trama fa cenno la "quarta" copertina.

A differenza di quanto il titolo lasci trasparire, non si tratta, dunque, di un romanzo ambientato durante la seconda guerra mondiale e attinente alla persecuzione degli ebrei...i racconti sono molto diversi tra loro, per ambientazione, per punto di vista della narrazione, mantenendo comunque un senso di continuità.
Lo stile della scrittrice, che prima di questa lettura non avevo mai letto, è molto piacevole. Nella mia testa "russo" spesso equivale a "pesante" (sarà l'anna karenina mai finita che mi suggestiona...), eppure la Vapnyar scrive con criterio...nel primo racconto utilizza i giusti toni cupi e paranoici, nei racconti in cui voce narrante è una bambina, si passa ad uno stile più leggero e ingenuo.

In sé è una raccolta molto piacevole, che non annoia (nonostante io non sia una grande appassionata di racconti), scritta in modo intelligente, con spunti divertenti ed altri più riflessivi. Delle diapositive della russia moderna, a cui ci si approccia con curiosità ed interesse.

Lo consiglio perchè è uno stile particolare e l'ambientazione lo è altrettanto; dimensioni e scorrevolezza dello stile non lo rendono eccessivamente impegnativo. Non vedo buoni motivi per non leggerlo...

Tanto per darvi un'idea della tipologia di racconti farò un breve riassunto della trama...volutamente al minimo indispensabile, visto che le storie sono spesso già corte!!

"CI SONO DEGLI EBREI NELLA MIA CASA": Galina, in uno slancio di generosità, invita la sua collega Raja con la figlia a nascondersi in casa sua; ma la convivenza, come spesso accade, non è così facile...la paura di essere scoperta ed arrestata per avere nascosto degli ebrei, gelosie mai ammesse e sensi di colpa si agitano in Galina. 
Ideale per chi è andato in vacanza con una coppia di amici e dopo qualche giorno si è accorta di non sopportarli più!! (per sdrammatizzare...)

"I TRENI DI OVRASKI": ogni estate la piccola protagonista assiste eccitata all'arrivo del treno che passa per il paesino in cui trascorre le vacanze. Aspetta che il padre scenda da uno dei vagoni e le vada incontro...

"IL BOSCO DI LIDIA": la piccola Lara e la madre si recano spesso a casa di Lidia, con cui la madre lavora. Ma ad un certo punto capisce che le cose non sono più come una volta, l'aria si fa pesante, le visite si diradano e ad un certo punto in casa dell'amica compare un'altra donna, che sembra essere la causa di tutti questi cambiamenti negativi...

"UNA DOMANDA PER VERA": katja è un bambina russa, che frequenta l'asilo. Proprio in questo luogo, che dovrebbe essere giocoso e sereno, katja viene avvicinata da una bambina prepotente, che afferma di aver gia letto "guerra e pace" (!!!), la quale, in bagno, le dice in tono sprezzante" sei un'ebrea". Katja nemmeno sa cosa sia un'ebrea, ma dal modo in cui questa frase è stata pronunciata, capisce che è un qualcosa che nessuno vorrebbe essere...

"L'AMANTE": misa è un bambino russo, emigrato negli Stati Uniti, ed il suo compito è accompagnare la nonna, che non sa l'inglese, alle visite mediche. La sua famiglia si è da poco trasferita e misa si rende conto di quante cose siano cambiate da quando erano a mosca...il rapporto coi nonni, il padre, che ora non c'è più, gli spazi, il carattere delle persone. Il nonno del bambino, incitato dalla figlia, decide di frequentare un corso di inglese per russi, in modo da rendersi più autonomo e poter accompagnare egli stesso la moglie nei suoi tour sanitari. Ma questa ventata di novità avrà risvolti inaspettati...

"LEZIONI D'AMORE. LUNEDI, ORE 9": la protagonista dell'ultimo racconto è una giovane studentessa di mosca, venuta a studiare nella capitale da una piccola città. Nonostante sia ancora una studentessa ha già trovato lavoro come insegnante in un liceo...il corpo docente non è molto vario: lei, un altro giovane insegnante, sergej, e uno stuolo di professoresse di mezza età con la permanente moscia. Va da sé che quando si decide di tenere un corso di educazione sessuale a lei tocchi insegnarla alle ragazze e a sergej ai ragazzi. ma da che parte iniziare? come fare?

edizioni Neri Pozza 
Euro14,50

da notare, come sempre, la bellezza e raffinatezza della copertina di questa casa editrice...a differenza di quelle pacchiane tipo mondadori...


Pubblicato da amzterdam a 07:09 0 commenti  

Etichette: narrativa, narrativa russa

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